Gli archeologi egiziani hanno trovato un “libro dei morti” di 4.000 anni in un sarcofago scoperto a Saqqara

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Potrebbe rappresentare il più antico esemplare del suo tipo, offrendo una prospettiva affascinante sul pensiero dell’antica civiltà.

All’inizio di ottobre 2020, il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha svelato la scoperta più significativa dell’anno: 59 antichi sarcofagi nella zona di Saqqara. All’interno di un sarcofago finemente decorato, il team ha rinvenuto i resti di una mummia avvolta in tessuto ornato di geroglifici dai toni accattivanti.

Secondo quanto riportato da “l’Express”, questa ritrovamento fornisce una visione senza precedenti degli antichi egizi, profondamente interessati alla vita ultraterrena.

Le antiche credenze religiose egiziane comprendevano tre concetti principali riguardanti l’aldilà: la credenza negli inferi, l’aspirazione alla vita eterna e la reincarnazione dell’anima.

Il sito sostiene che il manoscritto ritrovato rappresenta un’introduzione ai famosi testi funerari egiziani conosciuti come “Libro dei Morti”. Questa versione, datata circa 4.000 anni fa, ne fa la copia più antica mai identificata.

“Per gli antichi egizi, la vita in ogni sua forma era al centro delle loro preoccupazioni; per loro, la morte segnava un nuovo inizio”, ha dichiarato nel 2019 Rita Lucarelli, docente di egittologia presso l’Università della California.

Il documento è stato rinvenuto all’interno della bara di una mummia. A differenza dei libri moderni, il testo antico è stato inciso direttamente sulla struttura del sarcofago. Gli esperti hanno confermato che gli scritti fanno riferimento al “Libro dei Morti” e che altri reperti presenti nella tomba appartengono all’epoca del faraone Mentuhotep II.

Harko Williams, esperto di egittologia dell’Università di Leuven in Belgio, ha commentato che gli scritti sul sarcofago avevano lo scopo di assicurare al defunto un posto nel regno divino.

fonte ufospain

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